Gli albori
Molti anni fa Dubai era un piccolo villaggio costiero; gli scavi archeologici hanno portato alla luce reperti che indicherebbero la presenza di insediamenti di pescatori lungo la costa del Golfo Persico già nel XIV secolo. La popolazione dell’emirato traeva fonti di sostentamento dalla pesca, dalla raccolta delle perle e, su scala ridotta, dall’agricoltura. Nel 1830 il piccolo villaggio di pescatori sorto all’entratura del Creek era popolato da un ramo della tribù Bani Yas, proveniente dall’oasi di Liwa. La tribù era capeggiata dalla famiglia Maktoum, i cui discendenti ancora oggi governano Dubai.
La vita di un tempo
I nomadi che si spostavano con i loro cammelli attraverso i deserti arroventati erano conosciuti come Beduini. A quel tempo la vita era estremamente dura per le tribù erranti, che dovevano sopravvivere nel deserto senza le comodità e le facilitazioni del XXI secolo. Allevavano pecore e capre sulle impervie montagne e si dedicavano alla coltura delle palme da dattero ovunque si trovasse traccia d’acqua.
La pesca delle perle
Tra le prime occupazioni costiere si sviluppò quella della costruzione dei dau, funzionale alle più lucrative attività della pesca in generale e di quella delle perle in particolare. Fu proprio la scoperta delle perle che elevò inizialmente Dubai a primario centro di commerci.
Una città di mercati
Grazie alla fioritura delle attività commerciali, alla fine degli anni 1870 Dubai era ormai divenuta il maggiore porto sul Golfo Persico. Qui si davano appuntamento i mercanti della Persia, dell’India e degli altri paesi dell’area del Golfo; alla fine del secolo i suq di Dubai erano considerati i più grandi di tutta la regione. Le perle continuarono a rappresentare la fonte primaria del benessere dell’emirato fino agli anni 1940, ossia finché lo sviluppo della coltura delle perle artificiali in Giappone non condusse al crollo della richiesta di quelle naturali. Ma, con il passare del tempo, il commercio di altri prodotti, tra cui l’oro, si era progressivamente sviluppato, cosicché la famosa “città dei mercanti” poté continuare a onorare la propria reputazione.
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